Il primo calcolatore fu ideato tra il 1939 e il 1944, misurava 17 metri di lunghezza, 1 metro e 80 di altezza e conteneva 800.000 componenti e 80 km di fili. Il funzionamento era automatico ma la macchina era lenta poiché funzionava con i relè ancora in uso nelle centrali telefoniche.

Nel 1946 i relè vennero sostituiti con valvole, aumentandone notevolmente la velocità di calcolo, ma fu l’innovazione del software a cambiare il funzionamento del calcolatore. Solo attraverso il programma memorizzato1 poté nascere il calcolatore moderno, l’UNIVAC I: il primo elaboratore elettronico digitale prodotto su scala industriale. Dal 1951 lo standard dell’UNIVAC I fissa le regole di produzione dei cosiddetti “computer di prima generazione”.

La sostituzione delle valvole con i transistor avvenuta nel 1957, e l’invenzione del circuito integrato2 del 1964 segnano la nascita del computer di seconda e terza generazione. Si passa dalle 2.200 moltiplicazioni al secondo del computer di prima generazione, alle 38.000 della seconda generazione, ai due milioni della terza, con costi scesi di oltre cento volte.

Una successiva miniaturizzazione del circuito integrato, porta, senza grandi modifiche alla tecnica, alla nascita del microprocessore e del chip, quindi del computer di quarta generazione. Un chip collegato a due porte, una in uscita e una in entrata, può già considerarsi computer. Il mondo dell’informazione, dei media, della televisione, del cinema, della ricerca scientifica, viene inondato di microprocessori, e con essi da nuove possibilità tecniche.

Nel 1976 in un garage di Los Altos, nella valle del silicio, nasceva il primo personal computer: l’Apple. Gli ideatori erano Steve Jobs che aveva lavorato l’anno precedente presso l’Atari (una delle prime case produttrici di giochi elettronici), e Stephen Wozniak, uno dei più brillanti talenti elettronici della valle del silicio. Al primo Apple seguì l’Apple II che fissò il prototipo del personal computer, modello a cui si riallacciano decine di costruttori, tra cui la stessa IBM.

Il personal computer come la radio prima, la TV poi, entra nelle case, ma non si può parlare di mass medium, ci sono molte differenze tra cui il fatto che il PC è un eseguitore di ordini, una specie di schiavo intellettuale.

Attraverso un linguaggio standard si impartiscono ordini al calcolatore che, eseguendo un programma precedentemente immesso – il software –, è in grado di svolgere funzioni pre-determinate.

I primi pc a larga diffusione di fatto furono prevalentemente usati per i giochi elettronici, ricordiamo il successo del Commodore Amiga 500, uscito a metà degli anni ’80, che riuscì a vendere 3 milioni e mezzo di esemplari in 4 anni.

1 Il programma memorizzato è un complesso di istruzioni operative immagazzinate sotto forma di impulsi elettronici che possono essere modificate senza dover agire sui cavi.

2 Si riesce a combinare in una sola unità compatta le funzioni di bobine, transistori, condensatori e resistori, tutto a partire da un solo materiale: il germanio (poi sostituito dal silicio).