Se si provasse a meditare sul cambiamento avvenuto nell’uomo occidentale dopo la scoperta dell’energia elettrica, o dell’etere come trasportatore di energia, ci si troverebbe su un altro pianeta. Pianeta di uomini in carne ed ossa, di fiamme che distribuirebbero ombre irregolari agli oggetti, di riflessi notturni che invocherebbero esseri mitologici.
L’epoca delle streghe – con l’elettricità – s’illumina divenendo l’epoca dei lumi. Non solo appaiono gli oggetti prima complici del ciclo del giorno e della notte, anche la comunicazione umana subisce un’accelerazione inaudita.
Attraverso una continua evoluzione che si protrarrà anche dopo di noi ed una meditazione sull’argomento che parte dai tempi di Talete di Mileto, l’energia elettrica, da sempre presente in natura, con Alessandro Volta1, viene prodotta artificialmente ed artificialmente immagazzinata in appositi apparecchi.
Attraverso dei fili di rame l’energia elettrica viene trasportata istantaneamente da un luogo fisico ad un altro, filtrata da appositi congegni e trasformata in informazione.
L’allucinazione umana di trovarsi in più posti contemporaneamente diviene realtà.
Come le strade ampliano la piattaforma interpersonale sulla quale l’uomo vive la propria vita in termini fisici, così l’elettricità amplia la piattaforma della mente umana: i sensi della vista, dell’udito, del tatto, vengono supportati da oggetti collegati via elettricità che ne estendono le possibilità e la potenza.
La luce elettrica secondo McLuhan, è medium puro, un medium che non ha come contenuto nessun altro medium2. Non ha contenuti a-priori, ma è fonte che illumina ogni cosa sottoposta al suo sguardo, rendendola messaggio attraverso l’apparire.
L’energia elettrica oltre ad illuminare, scaldare, produrre forza motrice, è in grado di trasportare informazioni a velocità istantanea.
Le applicazioni dell’energia elettrica danno vita ad un mondo nuovo, nel quale quello che io faccio qui ed ora può essere comunicato all’altro capo della terra – lì ed ora – purché dotato di energia elettrica. Secondo l’antropologo canadese con questa scoperta la società ritorna ad un nuovo stadio tribale pre-alfabeta ma sarebbe meglio dire post-alfabeta.
La comunicazione, prima trasportata a mano, perde corporeità e diviene energia pura a cui l’uomo dà forma, e attraverso cui comunica senza il bisogno di spostarsi, arrivando ad estendere i propri sensi.
Per la prima volta lo spazio viene giocato da degli apparecchi che ne limitano l’importanza e la portata.
1 Sono molti a partecipare alla scoperta, si fa il nome di Volta per sintesi e per non divagare sul tema, qui secondario.
2 “Tranne la luce, tutti gli altri media arrivano a coppie, nelle quali uno funge da contenuto dell’altro, «confondendo» l’operare di entrambi”, M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, tr. it. 2002, p. 62.