Nel 1894 Guglielmo Marconi, ancora ventenne, trasmette segnali telegrafici grazie ad onde elettromagnetiche, quindi senza bisogno di fili. Nel 1906 il canadese R. A. Fessenden trasmette il primo programma radiofonico, con parole e musica, dal suo laboratorio nel Massachussets.

La radio è un apparecchio che permette la ricezione di onde elettromagnetiche che vengono trasformate istantaneamente in suono, musica o parola. Ha un assetto piramidale, nel senso che permette solo la ricezione – di un emittente1.

Con la radio, la musica, la voce, entrano nelle case dell’umanità, senza il bisogno di esserci fisicamente. Anche l’udito viene ulteriormente espanso, se prima per sentire un concerto di musica classica non si poteva far altro che andare a sentirlo dal vivo o comprare una registrazione, adesso, standosene comodamente a casa o all’aria aperta, si è in grado di accedervi. O nel peggiore dei casi se un capo di stato vuole comunicare direttamente con il proprio popolo basta fornisca ad ognuno un apparecchio radio. Ad esempio “Mussolini, dopo aver studiato gli effetti e la potenzialità del mezzo, aveva imposto la seguente linea: «ogni villaggio deve avere la propria radio»; era [questo] il lancio di iniziative volte alla popolarizzazione dell’ascolto, e all’acculturazione di massa”2. Il fascismo ed il comunismo usarono la radio come forma di informazione in tempo reale del regime, come estensione dei propri comizi.

I concetti di spazio pubblico e privato vengono stravolti, lo spettatore, tradizionalmente associato ad uno spazio pubblico, con l’invenzione dell’apparecchio radio inizia ad essere raggiungibile a casa; la radio oltre ad essere il primo medium senza fili, diviene anche il primo medium domestico. Crea una vera e propria massa individuale, cioè una massa dislocata che non abbisogna della simultanea presenza fisica in un unico luogo.

La radio è un medium ad alto impatto emotivo, è come un flusso di coscienza che entra in noi dal di fuori. Ha il “potere di trasformare la psiche e la società in un’unica stanza senza echi”3. Può far sì che individui che non hanno niente in comune tra loro, se non la lingua parlata, si uniscano in un’unica massa e in un unico gesto, manipolati dai suoni trasmessi dalla radio.

Nel 1938 il regista Orson Welles durante un adattamento radiofonico del romanzo La guerra dei mondi, andato in onda sulla Cbs, seppe descrivere in modo talmente coinvolgente un’invasione di extraterrestri che decine di migliaia di americani credettero che astronavi marziane stessero sbarcando sulla terra.

Per ascoltare la radio non serve saper leggere, non serve essere istruiti, le parole arrivano all’orecchio e vengono metabolizzate in qualche modo, la radio è il primo medium di massa.

Ogni guerra, nelle democrazie o dittature occidentali e non solo, passa per il consenso dei cittadini, perfino Hitler e Mussolini cercano il consenso del popolo; così facendo il controllo dei media, in questo caso della radio, è necessario – sempre meglio convincere che uccidere.

“Il potere antitetico d’informazione istantanea, proprio dell’elettricità, che capovolge l’esplosione sociale in implosione, l’iniziativa privata nell’uomo dell’organizzazione, e gli imperi in espansione nei mercati comuni, è stato ignorato quanto quello della parola scritta. Ed è passato inosservato il potere della radio di ritribalizzare l’umanità, di capovolgere quasi istantaneamente l’individualismo nel collettivismo fascista o marxista”4.

Quando non si capisce che i media cambiano radicalmente l’aspetto interiore umano si hanno effetti devastanti, quando si crede che sia importante solo il contenuto e non si comprende la potenza del mezzo come protesi umana, si è in balia della tecnica e degli esperimenti che l’uomo fa su se stesso.

Secondo McLuhan i media prima dell’elettricità hanno effetto espansivo ovvero di esplosione della tribù in società individualistica, mentre i media elettrici hanno effetto implosivo, cioè sulla base della società aperta dall’alfabeto fonetico ci sarebbe un ritorno alle origini tribali.

La radio per la prima volta rende possibile la comunicazione senza fili. Il principio delle onde elettromagnetiche, cioè della comunicazione via etere, sviluppa una nuova tecnologia, prima disponibile solo alle arti magiche, adesso parte della quotidianità.

1 “E’ una piramide solo discendente, con un vertice che è la stazione emittente e una base costituita da apparecchi solo riceventi che non possono comunicare né all’emittente né tra di loro”. E. Munduini, I linguaggi della radio e della televisione (2002), Bari-Roma 2006, p. 32.

2 G. Isola, L’ha scritto la radio, 1998, p. XXIV.

3 McLuhan, tr. It. 2002, p. 318.

4 McLuhan tr. it. 2002, p. 323.